I Fari

Porto Faro
A pochi passi dal centro abitato dopo la spiaggia di Palau Vecchio, oltrepassata la sua pineta, ci troviamo davanti a la spiaggia di Porto Faro è una delle spiagge più caratteristiche del nord Sardegna, il cui nome  deriva dal suo faro bianco che con la sua punta dipinta di verde domina una piccola insenatura intagliata nella località Punta Palau .  Un gioiello incastonato nel cuore di Palau da qui si apre  la vista su tutto il Parco Nazionale dell’Arcipelago, dalla ‘sorella maggiore’
La Maddalena alle isole minori di Santo Stefano e Caprera.
All’interno dell’insenatura c’è una spiaggetta suggestiva, caratterizzata da sabbia bianca e fine, bagnata dal mare cristallino con fondale basso e sabbioso.
Passeggiando lungo la cala e facendo snorkeling sarai affascinato dalla vista di rocce di granito rosa lavorate dall’erosione delle acque, che hanno assunto forme del tutto particolari. 

Faro Punta Sardegna
ll faro è stato costruito nel 1913 ed è composto da una torre quadrangolare in granito, alta 15 metri, con balcone e lanterna in cima ad una casa del custode a 2 piani. L'edificio e la torre sono  automatizzato quando l'ultimo guardiano se n'è andato nel 1975; negli anni 1946 e 1947 il guardiano è stato una donna (Genoveffa Balzano). Il faro è stato presidiato da un fanalista fino al 1975, dopo di che seguì la completa automazione. Nel 1995 la struttura venne data, dalla Marina Militare Italiana, in concessione perpetua e gratuita all’Università di Trieste che ne aveva fatto richiesta a seguito di una proposta del Prof. Sandro De Muro, come sede del Gruppo di Geomorfologia Costiera e Marina (OCEANS).
Nel 1998 è stata firmata una convenzione tra le due Università e il Comune di Palau, estesa nel 2008 alla Provincia di Olbia-Tempio. Sono iniziati i lavori di ristrutturazione, effettuati dal Comune, e il Centro di ricerca è stato inaugurato il 3 giugno 2005.Nel 2008, ha aderito alla convenzione quadro anche la Provincia di Olbia Tempio. Il piano terra del Faro ospita i laboratori di: Sedimentologia, Cartografia e GIS, Geologia e Geofisica Marina, oltre alla sala riunioni/didattica; mentre il primo piano è stato destinato agli alloggi per studenti e ricercatori ed alla direzione. Nel secondo piano-terrazza sono previste attività divulgative per l’avviamento di percorsi naturalistici costieri e terra-mare.
La luce è posizionata a 38 metri sul livello del mare ed emette un flash bianco in un intervallo di 5 secondi visibile fino ad una distanza di 11 miglia nautiche (20 km). La luce è completamente automatizzata, alimentata da un'unità solare e gestita dal Marina Militare con il codice identificativo numero 1030 E.F.; l'edificio è gestito dal Gruppo di Geomorfologia Costiera e Marina.

Faro Di Capo D’Orso 
L’immobile, noto come faro di Capo d’Orso, fu costruito dalla Marina Militare nel 1924 e dismesso nel 2000. L’edificio principale presenta un impianto planimetrico regolare di forma rettangolare articolato su due piani: La costruzione al piano terra ha una superficie coperta di mq. 139,  ospitava l’ex-alloggio del fanalista e relativa famiglia, mentre al primo piano si trovava l’alloggio per il personale di supporto. L’accesso al fabbricato è garantito da un ingresso laterale, cui si accede mediante una rampa di scale esterne che conducono ad un ambiente centrale su cui si affaccia il vano scala ed un locale adibito a deposito, che si affaccia a sud. 
L’immobile ha come pertinenza un piccolo fabbricato privo di copertura della superficie di mq. 14, destinato in passato a forno. Ogni appartamento è costituito da quattro locali, servizi esclusi. All’esterno si trova un’ampia terrazza a picco sul mare, da cui si raggiunge il molo di servizio, e la struttura di segnalamento, costituita da una torre circolare bianca, alta 10 metri, situata in prossimità del vecchio fabbricato.