Storia

IL PARAU. Con questa denominazione, già nel 1700, era chiamato il tratto di costa dove oggi sorge il centro abitato di Palau, in gallurese “Lu Palau”. Lo stesso nome era riportato nelle mappe militari delle fortificazioni erette nel 1805. Sull’origine del toponimo sono state formulate diverse ipotesi:  secondo le fonti orali tramandate, il termine Palau sarebbe riconducibile alla palude (lo stagno) che in origine era presente nel luogo; al Catalano parar  che significa ripararsi; ai carbonai toscani i quali nell’Ottocento chiamavano la zona “palaia”, in tempiese “palaiu”, ovvero luogo di molte piante per pali di ginepro;  al vocabolario del Dialetto del Folklore Gallurese: ‘Palau’, serbatoio d’acqua, pozzo naturale. Nella lingua catalana, il termine PALAU, si legge PARAU, facile ipotizzare, quindi, che il toponimo PARAU fosse riportato erroneamente nella stesura delle mappe, così come lo sentivano pronunciare, e che la denominazione corretta fosse, in realtà, PALAU, che in catalano significa “palazzo”.

Noto fin dai tempi  Tolomeo, la leggenda narra che Omero si riferisse proprio a queste coste quando, descrivendo il viaggio di Ulisse, parlava di uno degli approdi in cui il suo eroe trovava riparo dalle forti burrasche e dove, pare, abbia incontrato i Lestrigoni, un popolo di cannibali. Questa legenda getta discredito sui sardi ma, fortunatamente, all’epoca di Ulisse, la civiltà Nuragica era già molto evoluta e, in tale periodo, aveva raggiunto una notevole evoluzione in campo sociale. Testimonianza della grandezza della civiltà del tempo sono ancora oggi il Nuraghe Barrabisa, la Tomba dei Giganti di Li Mizzani e l’area sacra di Monti S’Ajacciu.

Dopo la scomparsa della civiltà nuragica e lo spostamento delle popolazioni costiere verso l’interno dell’isola per sfuggire alle invasioni dei popoli Barbarici provenienti dal mare e alla malaria, che affliggeva le zone lagunari costiere, il territorio circostante Palau rimase spopolato fino al 1700, quando i pastori che discendevano il corso del fiume Liscia per la transumanza invernale, cominciarono a portare con se le proprie famiglie. Tra la fine del 1700 e l’inizio del 1800 sono le vicende militari a segnare la storia di Palau: la cacciata di Napoleone dall’isola di Santo Stefano nel 1793, la permanenza della flotta dell’Ammiraglio Nelson tra il 1803 e il 1805 nella Rada di Mezzo Schifo e, a partire dal 1887, il rafforzamento del sistema difensivo delle batterie di Monte Altura e di Capo d’Orso.

Sul finire del febbraio 1792, il comando delle truppe d’invasione Francesi, imbarcate sulle diciassette piccole navi capitanate dalla corvetta Fauvette, fu affidato al colonnello Colonna-Cesari . Erano costituite da 450 volontari corsi al comando del colonnello Quenza e dalla compagnia del capitano Réunies. Il comando dell’artiglieria era stato affidato a Napoleone Bonaparte, capitano d’artiglieria nel reggimento La Fére, ma per l’occasione tenente colonnello della Guardia Nazionale Corsa. Giunti da Bonifacio in Corsica sull'isolotto di Santo Stefano, cominciarono  a cannoneggiare La Maddalena, e furono respinti dalla  resistenza  guidata da Domenico Millelire. Questo assalto dei francesi, che aveva come obiettivo finale lo sbarco sulla costa gallurese per poi occupare il resto della Sardegna settentrionale, fallì grazie alla strenua resistenza dei difensori tra cui spiccó lo stesso Domenico Millelire.

Nel 1802 l 'Ammiraglio Nelson gettava le ancore nella rada di Mezzo Schifo in attesa della flotta francese contro cui combatterà famose battaglie navali. Infatti, dall’inverno del 1802 al gennaio del 1805, la squadra navale di Horatio Nelson  era presente  nelle acque di Palau e della Maddalena, frequenti erano  sbarchi di marinai e ufficiali britannici – spesso impegnati in esercitazioni militari, o in fruttuose partite di caccia – non poteva non  dar luogo ad incidenti, talora gravi, nei quali furono coinvolti pastori galluresi e abitanti di La Maddalena 
Va posto in rilievo che nei momenti di maggior presenza, quando si trovavano ancorate in rada 16, 18 navi, la forza inglese era calcolabile in circa tre o quattromila uomini a fronte di un modesto centro abitato che somministrava allora appena 1640 abitanti. La sola Victory con i suoi 120 cannoni, aveva un equipaggio di 750 uomini;  quasi la metà della popolazione isolana.

Nel 1887 inizia quella che viene conosciuta come l'epoca delle "grandi fortificazioni" e che vedrà sorgere sulle colline di Palau la fortezza di Monte Altura (considerata all'epoca una delle più belle d'Europa), di Capo d'Orso e di Baragge. Lo sviluppo di Palau è in questo momento legato a quello di La Maddalena e al consolidarsi del sistema difensivo delle sue fortezze militari.

Per arrivare all’anno di fondazione del nucleo urbano di Palau dobbiamo  spingerci fino al 1875, quando Giovan Domenico Fresi, noto Zecchino, costruì la prima casa nell’attuale centro abitato di Palau, infatti Giovanni Domenico Fresi Zichina (cognome della madre) ricco possedente terrieri da sempre residente nello stazzo di Multineddu, decide di costruire nel 1875 la propria dimora (ora palazzo Fresi) fra la caserma dei carabinieri e il capolinea della strada Tempio – Palau, e questo fu l’inizio dell’insediamento. Il lungimirante Giovanni Domenico Fresi detto Zecchino, aveva previsto un periodo di fervore economico visti i notevoli investimenti da parte dell’Italia per alla costruzione delle fortificazioni militari sulla costa Sarda, ed il controllo del nord Tirreno.

Siamo nell'Aprile del 1943, precisamente il 10 Aprile, quando nella rada della Sciumara, confinante con il Paese di Palau, ha inizio la tragedia. L 'Incrociatore Trieste, che durante la seconda guerra mondiale svolse varie missioni prendendo parte ad alcune delle principali operazioni e battaglie del Meditteraneo,  viene investito da una miriade (84) di bombardieri americani che nel giro di poco tempo ne causarono l'affondamento. Il suo relitto venne recuperato nel 1950 e venduto alla Spagna che lo avrebbe voluto utilizzare, ricostruendolo come portaerei, ma il progetto non ebbe seguito e lo scafo venne successivamente demolito.

Il paese vero e proprio nacque all’inizio del 1900 quando, in seguito alla costruzione del ponte sul fiume Liscia nel 1880, Palau comincia a uscire dal suo isolamento. La costruzione della linea automobilistica Sassari-Tempio-Palau nel 1908, oggi percorribile grazie al trenino verde e di quella ferroviaria nel 1932, determinarono la crescita del piccolo borgo che, da frazione di Tempio Pausania, divenne Comune autonomo nel 1959.