Tombe dei Giganti

Le tombe dei giganti, i monumenti funerari caratteristici della civiltà nuragica, erano tombe collettive che potevano contenere un gran numero di inumazioni.

Esse si compongono di una lunga camera funeraria che termina solitamente con un’ abside ed è coperta da lastre di pietra disposte orizzontalmente. L’ elemento più spettacolare è sicuramente la facciata, al centro della quale si trova la stele, una grande lastra di pietra disposta in senso verticale che solitamente termina con una centina, ossia con una cornice rotondeggiante; ai lati della stele sono disposte, sempre in senso verticale, delle lastre più basse che formano un arco detto esedra. Vista dall’alto, la sagoma della tomba ricorda la testa di un toro che, considerato un simbolo di forza e di fertilità, era venerato dall’antico popolo sardo.
Il nome di “tomba dei giganti” venne dato anticamente nell’errata convinzione che tale imponente sepoltura contenesse nel suo lungo corridoio degli esseri mastodontici, gli unici inoltre che avrebbero potuto elevare una così imponente struttura.

Tomba dei Giganti "Li Mizzani"

La tomba, di piccole dimensioni, è costruita con tecnica a filari. Il corpo tombale, rivolto ad Est contiene un corridoio funebre rettangolare chiuso sul fondo da un’unica lastra di testata sagomata ad arco. L’esedra si conserva solo in parte: l’emiciclo è delimitato da lastre ortostatiche di dimensioni ridotte, alla base delle quali si sviluppa un basso bancone-sedile, anch’esso incompleto, destinato ad accogliere le offerte.
Il paramento murario posteriore dell’esedra si raccorda senza soluzione di continuità col corpo tombale. Al centro dell’esedra si trova la stele monolitica, di dimensioni ridotte rispetto agli esempi documentati in altre tombe galluresi e priva dello spartito centinato. Il monolito poggia, privo di fondazioni, da un lato su una pietra piatta e dall’altro direttamente sul terreno.
Il portello d’ingresso, semicircolare, presenta un elemento insolito, dovuto probabilmente ad un errore dei costruttori: l’accurata smussatura del profilo perimetrale della faccia interna; tale lavorazione è invece di norma riservata alla faccia esterna. I materiali frammentari che provennero dal lato destro dell’esedra (tegami, olle, vasi con cordoni plastici applicati, tazze carenate) risalgono al Bronzo recente.

Altre informazioni
   •  Come arrivare. Tomba dei giganti “Li Mizzani” Come arrivare. Da Palau prendere la S.S. 133 in direzione Santa Teresa di Gallura. Giunti all’altezza di un ristorante, si svolta a sinistra in una stradina asfaltata da percorrere sino ad incontrare un bivio da imboccare a sinistra. Si procede per circa km 4,5 sino a raggiungere uno spiazzo dove si gira a destra seguendo le indicazioni per la tomba. Si lascia l’auto poco più avanti in uno spiazzo e si prosegue a piedi oltrepassando un cancello di legno. La tomba si trova a pochi metri dal cancello a sinistra del sentiero, all’interno di un recinto di pali di legno.
   •  Contesto ambientale. Il monumento sorge su un breve pianoro dominato dalle alture del Monte Canu, a pochi chilometri dal mare, nella Gallura settentrionale.

Area sacra S'Ajacciu
La tomba dei giganti S’Ajacciu è una delle più grandi della Sardegna, ma si trova purtroppo in stato di conservazione assai precario, aumentato dal fatto che buona parte dei resti sono invasi dalla fitta vegetazione. Il complesso comprende una tomba di giganti, un circolo megalitico con due menhir, ed un edificio rettangolare.
Scavata negli anni Sessanta da Editta Castaldi, la tomba è orientata ad Est. La sepoltura appartiene alla tipologia delle sepolture a filari con concio “a dentelli”. Il monumento conserva ancora in parte le ali dell’esedra, mentre quasi niente rimane della camera, già demolita in età bizantina – per costruire un edificio a pianta rettangolare nelle vicinanze – e smantella in anni recenti da mezzi meccanici. La presenza, nell’area dell’emiciclo, di due pozzetti votivi scavati nella roccia, ed il rinvenimento all’interno di essi di numerosi frammenti ceramici, attestano la funzione sacra di questa parte del monumento.
La sepoltura è databile al 1400-900 a.C. Presso la tomba sono presenti un menhir e un circolo megalitico, che testimoniano la frequentazione del sito in una fase precedente. Il circolo, conservato per metà del suo sviluppo è costruito con lastre di granito conficcate a coltello e disposte su due allineamenti paralleli e curvilinei. Due menhir giacciono ad est del circolo. Poco a nord-est dell’esedra della tomba, si trovano i resti di un edificio di pianta rettangolare con paramento a doppio filare di lastre ortostatiche; sull’angolo della costruzione è stata edificata una struttura anch’essa rettangolare realizzata con pietre dal profilo esterno ben lavorato.

Altre Informazioni
   •  Come arrivare. Uscire da Palau e prendere la SS 133 in direzione di Santa Teresa Gallura. Percorsi pochi chilometri si arriva ad un ristorante in corrispondenza del quale si svolta a sinistra in una stradina asfaltata. Al primo bivio svoltare a destra, seguendo le indicazioni per la chiesa di San Giorgio. Proseguire su questa strada superando il cancello del terreno entro cui si trova la chiesetta, una casa successiva e un paio di curve (la prima a destra, la seconda a sinistra) dopo le quali si incontra sulla destra un muretto a secco con una scaletta di legno, superata la quale si arriva così alla tomba di giganti.
   •  Contesto ambientale. L’area archeologica è situata in località “Stazzo S’Ajacciu”, su un breve terrazzo granitico, nel pendio orientale di una collina prospiciente il corso del fiume Liscia, nella Gallura costiera.